COMP(H)OST è un progetto che pone la ricerca artistica in dialogo con il pensiero speculativo e le scienze umane e sociali. Esso si ispira alla nozione di compost elaborata dalla filosofa e biologa Donna Haraway, che con i suoi rimandi ai concetti di suolo, scarto e fertilità, celebra il ruolo della mescolanza, della trasformazione continua della materia e dell’alleanza tra forme del vivente, in cui “simile” e “diverso” sono compresenti in una condizione di vitalità e crescita.

COMP(H)OST unisce l’idea di compostaggio a quella di ospitalità, e nell’evocare il potere generativo e fertilizzante dell’ospite, individua nell’artista la figura dell’“estraneità” e l’elemento essenziale all’innesco dei processi, nel ruolo di indagatore dei temi della convivenza, dei legami, della cooperazione, della coabitazione e del rapporto che intercorre tra natura e artificio, tra scarto e risorsa, tra ciò che è e ciò che potrebbe essere.

Nel progetto, la nozione di compost è intesa nella sua doppia accezione, organica e sociale, attraverso l’esplorazione di nuove direzioni della ricerca artistica e del pensiero contemporaneo che, alla luce delle emergenze del presente, forniscono visioni e suggestioni produttive di nuovi scenari e di nuove possibili pratiche di vita. A tale proposito, il programma include un intreccio transdisciplinare e multiformato che vede coinvolte le artiste Claire Pentecost, Rossella Biscotti e Otobong Nkanga, accanto ad altri artisti e studiosi di rilievo internazionale operanti nell’ambito della teoria femminista, della filosofia, dell’architettura e del design, della scena musicale elettronica.

COMP(H)OST declina le nozioni di ospitalità e di compost come espressione dello scambio e della sinergia anche attraverso un “ingaggio” della città. Luoghi, persone, competenze e storie sono coinvolti nello sviluppo delle ricerche e dei progetti delle artiste, sviluppati attraverso dialoghi, workshop, performance, offrendo al pubblico l’opportunità di conoscere contesti e saperi poco noti al di fuori dei loro ambiti specialistici.

COMP(H)OST è anche una piattaforma generativa di forme di narrazione attraverso l’attivazione di un Laboratorio di Comunicazione rivolto a giovani artisti, fotografi e video-maker, inteso come un dispositivo di formazione e documentazione delle iniziative sul progetto.

COMP(H)OST è realizzato da a.titolo, NERO e il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, in collaborazione con il Witte de With Center for Contemporary Art di Rotterdam, con il sostegno della Fondazione Compagnia di San Paolo nell’ambito del bando “ORA! Produzioni di Cultura Contemporanea”, con il contributo della Regione Piemonte, l’ospitalità di Duparc Contemporary Suites e la collaborazione di Film Commission Torino Piemonte.

COMP(H)OST nasce da un’idea di Marianna Vecellio e Sofía Hernández Chong Cuy, ed è curato da Francesca Comisso e Luisa Perlo per a.titolo, Marianna Vecellio per il Castello di Rivoli, Lorenzo Gigotti, Valerio Mannucci e Valerio Mattioli per NERO.

comphost.project@gmail.com
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COMP(H)OST is a project placing artistic research in dialogue with speculative thought and the human and social sciences. It is inspired by the notion of compost developed by philosopher and biologist Donna Haraway. With its references to the concepts of soil, waste and fertility, compost celebrates the role of mixture, of constant transformation of matter and of alliances between forms of life, in which “similar” and “different” are co-present in a condition of vitality and growth.

COMP(H)OST combines the notion of composting and that of hospitality. By evoking the generative and fertilizing power of hosting, COMP(H)OST identifies the artist as the figure of “extraneousness” and as an essential element for the triggering of processes, in his or her function as investigator ,about the themes of cohabitation, ties, cooperation, shared living and the relationship between nature and artifice, between waste and resource, between what is and what could be.

In the project, the notion of compost is addressed in both its organic and social meaning, exploring new directions of artistic research and contemporary thought that in the light of current emergencies provide visions and productive suggestions of new scenarios and possible new life practices. For this reason, the program includes a trans-disciplinary and multi-format approach involving the artists Claire Pentecost, Rossella Biscotti and Otobong Nkanga, alongside other artists and internationally renowned experts in the field of feminist theory, philosophy, architecture and design, as well as from the electronic music scene.

COMP(H)OST declines the notions of hospitality and compost, as an expression of exchange and synergy, in the very structure of the project, which is realized through an engagement of the city. Places, people, skills and stories are involved in the development of the research and projects of the invited artists, in order to establish new connections and give the audience a chance to experience contexts and come in contact with knowledge that are sometimes not very well known outside of their fields of specialization.

COMP(H)OST is also a generative platform for forms of narration thanks to the activation of a Communication Laboratory aimed at young photographers and video-makers, intended as a training and documentation instrument for the project’s initiatives.

COMP(H)OST is a project produced by a.titolo, NERO and the Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, in collaboration with the Witte de With Center for Contemporary Art in Rotterdam, and is supported by Fondazione Compagnia di San Paolo as part of the call “ORA! Produzioni di Cultura Contemporanea”, with the contribution of Regione Piemonte, the hospitality of Duparc Contemporary Suites and the collaboration of Film Commission Torino Piemonte.

COMP(H)OST is based on an idea from Marianna Vecellio and Sofía Hernández Chong Cuy , and it is curated by Francesca Comisso and Luisa Perlo for a.titolo, Marianna Vecellio for the Castello di Rivoli, Lorenzo Gigotti, Valerio Mannucci and Valerio Mattioli for NERO.

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